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L'energia fotovoltaica è il frutto della conversione da radiazione luminosa in corrente elettrica, scoperta la caratteristica fotosensibile di alcuni elementi, nel 1839 Edmond Becquerel durante un esperimento con una cella elettrolitica in cui erano immersi due elettrodi di platino, scoprì che l'intensità della corrente aumentava quando si esponeva la cella alla luce del sole.
Per sfruttare l'elettricità è necessario creare un moto coerente di elettroni (e di lacune), ovvero una corrente, mediante un campo elettrico interno alla cella. Il campo si realizza con particolari trattamenti fisici e chimici, creando un eccesso di atomi caricati positivamente in una parte del semiconduttore ed un eccesso di atomi caricati negativamente nell'altro. Tra i due strati si attiva un flusso elettronico dalla zona superiore alla zona inferiore che, raggiunto il punto di equilibrio elettrostatico, determina un eccesso di carica positiva, dovuto agli atomi di fosforo con un elettrone in meno, e un eccesso di carica negativa nella altra zona. Illuminando la cella si generano delle coppie elettrone-lacuna in entrambe le zone. Il campo elettrico separa gli elettroni in eccesso generati dall'assorbimento della luce dalle rispettive lacune, spingendoli in direzioni opposte. Una volta attraversato il campo, gli elettroni liberi non tornano più indietro, perché il campo, agendo come un diodo, impedisce loro di invertire la marcia. (Un diodo è un dispositivo in cui il passaggio di corrente è ostacolato in una direzione e facilitato in quella opposta). Quindi, se si connette la i due strati con un conduttore, nel circuito esterno si otterrà un flusso di elettroni che parte dallo strato superiore, verso lo strato inferiore, a potenziale minore. Fino a quando la cella resta esposta alla luce, l'elettricità fluisce con regolarità sotto forma di corrente continua. Le cariche positive (lacune) sono spinte verso un lato della cella e le cariche negative (elettroni) verso l'altro. Fino a quando la cella resta esposta alla luce, l'elettricità fluisce sotto forma di corrente continua. Di tutta l'energia che investe la cella solare sotto forma di radiazione luminosa, solo una parte viene convertita in energia elettrica disponibile ai suoi morsetti. L'efficienza di conversione per celle commerciali al silicio è in genere compresa tra il 13 % e il 17%, mentre realizzazioni speciali di laboratorio hanno raggiunto valori del 32,5%. |
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